Dr. Biserni Andrea — Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo

Attività e servizi: che cosa si prenota e quanto dura

Lo studio riceve su appuntamento in quattro sedi: Pieve Santo Stefano, Arezzo centro, Città di Castello e Umbertide. Il primo colloquio è gratuito e non vincolante; dalle sedute successive ogni incontro dura 50 minuti e si svolge con una persona sola, con una coppia oppure in piccolo gruppo. Le aree di lavoro sono tre e conviene non confonderle quando si telefona: psicologia clinica e psicoterapia, sessuologia clinica, psicologia della coppia.

Consulenza, counselling o psicoterapia: tre cose diverse

La richiesta più frequente al telefono è generica: «vorrei parlare con uno psicologo». Dietro quella frase ci sono però percorsi con obiettivi, impegno e durata differenti, e sapere quale si sta chiedendo cambia il preventivo di tempo.

Percorso A che cosa serve Quanto dura, di norma
Colloquio e consulenza psicologico-clinica Inquadrare che cosa sta succedendo e stabilire se serve davvero un percorso Da uno a pochi colloqui
Counselling e sostegno psicologico Attraversare una situazione circoscritta e attuale: un lutto, una separazione, una scelta di lavoro, una diagnosi medica appena arrivata Alcune settimane
Psicoterapia Modificare modi di sentire e di reagire che si ripetono da anni e che il solo ragionare non scioglie Mesi, con un ritmo concordato all'inizio
Terapia psicosessuologica Lavorare su una disfunzione sessuale precisa, con indicazioni pratiche da svolgere fra una seduta e l'altra Dipende dal disturbo; si definisce dopo i primi colloqui

Nessuno è obbligato a scegliere al telefono. La distinzione serve soprattutto a non arrivare al primo incontro aspettandosi un consiglio immediato quando il problema chiede un percorso, o viceversa a non impegnarsi in una terapia quando bastano tre colloqui di chiarimento.

Il primo colloquio gratuito: che cosa è e che cosa non è

È un incontro per raccontare il problema con le proprie parole, capire se con il terapeuta ci si trova, sentire che percorso viene proposto e a quali condizioni. Non impegna a continuare e non prevede alcun pagamento.

Non è una seduta di terapia e non è una diagnosi. In cinquanta minuti si mette a fuoco una domanda, non si chiude un caso. Chi arriva aspettandosi una risposta definitiva resta deluso da qualsiasi professionista, non solo da questo studio.

Che cosa conviene portare. Referti, esami recenti, lettere di dimissione, l'elenco dei farmaci in corso con i dosaggi. Nei problemi sessuali e nei disturbi del sonno questi documenti cambiano l'inquadramento già al primo incontro: una difficoltà di erezione comparsa dopo l'avvio di un antidepressivo è una storia clinica diversa da una comparsa dopo una separazione.

Il costo delle sedute successive si chiede al telefono, quando si fissa l'appuntamento, non dopo il colloquio gratuito. È un'informazione che si ha diritto di avere prima di muoversi, e un professionista corretto la dà senza esitazioni.

Quanto costa e come si paga

Il primo colloquio è gratuito. Dalla seconda seduta la tariffa si chiede per telefono quando si fissa l’appuntamento: cambia a seconda che si venga da soli, in coppia o in gruppo, e scriverla qui come se fosse una cifra sola darebbe un’informazione falsa. Chi telefona la ottiene subito, senza doverla chiedere due volte.

Per ogni seduta viene rilasciata una ricevuta sanitaria. Le prestazioni dello psicologo sono esenti da IVA perché classificate come sanitarie, e rientrano fra le spese detraibili al 19 per cento nella dichiarazione dei redditi, senza bisogno di prescrizione medica. Perché la detrazione regga, il pagamento deve essere tracciabile — bancomat, carta o bonifico: dal 2020 il contante fa perdere il diritto alla detrazione anche con la ricevuta in mano.

I dati delle ricevute vengono trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria, ed è così che la spesa compare nel 730 precompilato. Chi non vuole che una seduta compaia lì può opporsi, per il singolo documento o per l’intero anno: basta dirlo al momento del pagamento. La ricevuta resta valida per la detrazione, che in quel caso si inserisce a mano.

Le prestazioni dello studio

Psicologia clinica e psicoterapia

  • psicoterapia individuale
  • colloquio psicologico-clinico
  • consulenza in psicologia clinica
  • counselling psicologico
  • sostegno psicologico
  • colloqui psicodiagnostici
  • psicoterapia di gruppo
  • riabilitazione psicologica

Sessuologia

  • terapia psicosessuologica
  • psicoterapia mansionale integrata
  • consulenza in sessuologia clinica
  • counselling sessuologico
  • promozione del benessere psicosessuale
  • educazione sessuale

Coppia, famiglia, adolescenza

  • psicoterapia di coppia
  • psicologia della coppia
  • consulenza e sostegno psicologico rivolti alle coppie
  • consulenza e sostegno psicologico rivolti alla famiglia
  • mediazione familiare
  • psicologia dell'adolescenza

Prevenzione e benessere

  • colloqui psicoeducazionali
  • tecniche di rilassamento
  • gestione dello stress
  • prevenzione psicologica
  • promozione del benessere psicologico
  • psicologia della salute

Individuale, di coppia o di gruppo: come si decide

La scelta non dipende dall'etichetta del problema ma da chi, concretamente, è disposto a sedersi nella stanza.

  • Viene uno solo dei due partner. Si comincia individualmente, anche quando il problema è dichiaratamente di coppia. Una terapia di coppia avviata con un partner trascinato in studio tende a interrompersi nelle prime sedute, e intanto il tempo passa.
  • Vengono entrambi e il conflitto è il problema. Si lavora in coppia, perché il materiale clinico è ciò che accade fra i due durante la seduta, non il resoconto che ciascuno ne dà a casa.
  • Disfunzione sessuale in una relazione stabile. Si valuta di coinvolgere entrambi, perché nella psicoterapia mansionale integrata una parte del lavoro consiste in indicazioni da svolgere a casa, in due. Con un partner all'oscuro quelle indicazioni non sono praticabili.
  • Adolescente. I primi colloqui sono spesso con i genitori e con il ragazzo separatamente, e l'avvio richiede il consenso di entrambi i genitori che esercitano la responsabilità genitoriale, anche quando sono separati.
  • Gruppo. Utile quando il nodo è il rapporto con gli altri, quindi timidezza, ansia sociale, isolamento: il gruppo mette a disposizione la situazione temuta in un contesto protetto, cosa che la seduta individuale non può riprodurre.

Quando questo studio non è il posto giusto

Questa parte si legge prima di prenotare, perché un appuntamento sbagliato costa settimane.

  • Serve un farmaco. Lo psicologo e lo psicoterapeuta non prescrivono farmaci: in Italia la prescrizione è un atto medico. Per un antidepressivo, un ansiolitico o uno stabilizzatore occorre il medico di medicina generale o lo psichiatra. Farmaco e psicoterapia possono procedere insieme, ed è una combinazione frequente, ma la ricetta resta del medico.
  • C'è un rischio immediato. Pensieri di farsi del male con un piano in mente, scompenso acuto, rischio per altri: in quel caso si chiama il 118 o si va in pronto soccorso. Un appuntamento fissato tra qualche giorno non è una risposta adeguata a un'emergenza.
  • Il sintomo sessuale è comparso di colpo o fa male. Erezione perduta improvvisamente, dolore durante il rapporto, perdite di sangue, comparsa dopo un nuovo farmaco, oppure diabete, ipertensione e problemi cardiologici già noti: prima vanno esclusi i fattori organici con urologo, ginecologo o endocrinologo. Il lavoro psicologico viene dopo, o in parallelo, non al posto dell'accertamento medico. Come l'urologia inquadra e tratta la disfunzione erettile, dagli esami di primo livello alle terapie disponibili, è spiegato nel dettaglio dal lato medico: sapere che cosa viene chiesto in quella sede evita di arrivare impreparati.
  • Serve una perizia. La consulenza tecnica e la perizia psicologica per il tribunale sono attività distinte dalla terapia. Chi segue una persona in terapia non può poi assumere il ruolo di perito nella stessa vicenda: sono due funzioni incompatibili.
  • Si cerca un certificato per un uso amministrativo. Una relazione clinica nasce da un percorso di valutazione, non da un singolo incontro richiesto per avere un documento.

Le quattro sedi e come si scelgono

Sede Indirizzo Da sapere
Pieve Santo Stefano (AR) via Pian di Guido 6 Sede principale, a circa 800 metri dall'uscita Pieve Santo Stefano Sud della E45
Arezzo centro via Montefalco 50 Per chi arriva da Arezzo e dalla Valdichiana
Città di Castello (PG) via XI Settembre 35 Per l'alta valle del Tevere umbra
Umbertide (PG) piazza Gramsci Per chi arriva da Perugia e da San Giustino

La Valtiberina è tagliata in due dal confine amministrativo: metà in provincia di Arezzo, metà in provincia di Perugia. Per chi vive nella valle significa che non serve cambiare regione per essere seguito, e che la sede si sceglie in base alla strada. Poiché lo studio è di un solo professionista, le quattro sedi non sono aperte tutte negli stessi giorni: giorno e luogo si concordano telefonando, e in queste foto si vede com'è fatta la sede principale.

Errori che allungano i tempi

  • Aspettare che passi. L'ansia e gli attacchi di panico raramente restano fermi: tendono ad allungare l'elenco delle situazioni evitate, e ogni evitamento in più va poi recuperato. Chi arriva dopo tre anni lavora anche sulle abitudini costruite in quei tre anni.
  • Presentarsi in due dicendo «il problema è lui», «il problema è lei». È un inizio che blocca la seduta sul tema di chi ha ragione, che non è un tema clinico.
  • Chiedere al telefono una valutazione. Al telefono si fissano giorno, sede e condizioni economiche. Un inquadramento telefonico non è affidabile e nessun professionista corretto lo offre.
  • Interrompere al primo miglioramento. Quando il sintomo più vistoso cede, ciò che lo ha generato spesso è ancora intero. È il momento in cui una ricaduta diventa più probabile.
  • Tenere due percorsi paralleli. Due terapeuti contemporaneamente sullo stesso problema producono indicazioni che si annullano. Se un percorso non funziona si chiude e se ne apre un altro, non si sovrappongono.

Domande frequenti

Serve l’impegnativa del medico per prenotare?

No. La prestazione psicologica non passa dalla ricetta: si telefona e si fissa. L’impegnativa serve per le prestazioni erogate dal servizio sanitario, la ricetta medica serve per i farmaci, e qui i farmaci non si prescrivono.

Che cosa resta scritto, e chi può leggerlo?

Quello che si dice in seduta è coperto dal segreto professionale, che per lo psicologo è un obbligo deontologico e non una cortesia. Si deroga in pochi casi precisi: consenso scritto della persona, richiesta dell’autorità giudiziaria, rischio grave e attuale per la vita o la salute di qualcuno. Gli appunti clinici restano allo studio; come sono conservati e per quanto tempo è scritto nella privacy policy.

Sono già seguito da uno psichiatra: è un doppio percorso?

No, ed è anzi la combinazione più frequente. Il doppio percorso che crea problemi è quello fra due terapeuti che lavorano sullo stesso piano: due psicoterapie insieme producono indicazioni che si annullano. Psichiatra per il farmaco e psicoterapeuta per il resto è un’altra cosa, e nei quadri più intensi funziona meglio di ciascuno dei due da solo.

Si può cambiare sede durante il percorso?

Sì, purché il giorno sia compatibile: le quattro sedi appartengono a un solo professionista e non sono aperte negli stessi giorni della settimana. Chi cambia lavoro o trasloca restando nella valle non deve interrompere niente, si sposta l’appuntamento su un altro giorno.

Per prenotare

Telefono 347 4454271, oppure posta elettronica a [email protected]. Si riceve su appuntamento dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 19:00; sabato e domenica lo studio è chiuso e un messaggio lasciato nel fine settimana viene richiamato il lunedì. Tutti i dettagli nella pagina dei contatti; la formazione professionale e il metodo centrato sulla persona hanno una pagina ciascuno.

Colloquio psicologico in studio: il terapeuta prende appunti durante la seduta